Alla luce del buio Stampa
Lunedì 02 Marzo 2009 14:02


Immagina di sederti su di una collina un mattino d’estate alla luce del Sole
e usa tutti i tuoi sensi per ammirare il paesaggio…


Nùtriti delle sensazioni che questa esperienza ti offre.
Ora immagina di sederti su di una collina una notte d’estate alla luce del buio
e usa tutti i tuoi sensi per ammirare il paesaggio…
Nùtriti delle sensazioni che anche questa esperienza ti offre.
La luce è il cibo per la conoscenza, ma il buio è il cibo per lo spirito.

 

Orietta Renaudo

 

Da molti anni gli appassionati di stelle cercano il buio.
Nei nostri paesi é sempre più difficile trovarlo: le luci illuminano troppo e male, schermando i raggi
più deboli delle stelle. I grandi telescopi terrestri devono rifugiarsi
in Patagonia o in centro Asia,
e gli astrofili devono salire su monti poco frequentati
o cercare valli isolate. In questo modo si cerca di evitare anche le città e le zone
più inquinate, perché lo smog impregna l’aria di minuscole particelle
che diffondono la luce e ostacolano le osservazioni con una lattescenza diffusa.
Non si tratta di scrupoli di scienziati un po’ fissati o delle manie di romantici nullafacenti.
Da quando la nostra specie ha sviluppato una coscienza - forse 100.000 anni - è sempre bastato alzare
gli occhi per vedere il cielo, le stelle e i pianeti.
Questa cupola nera ha accompagnato la nostra evoluzione, ed è stata fonte di ispirazione per sapienti
ed artisti. Le grandi esplorazioni, dai Fenici a Colombo, l’hanno usata
per orientarsi; la tradizione cristiana vi ha trovato il segno della nascita di Gesù;
Galileo, Keplero e Copernico vi hanno posto le basi della scienza moderna;
Kant vedeva in essa un principio di ragione e di morale universale;
poeti e innamorati di ogni epoca vi hanno cercato risposte
alle domande assolute dell’umanità...
E questo spettacolo accumunava tutti: re e contadini, naviganti e pastori,
monaci e briganti, industriali e impiegati, autisti e operai, minatori e fornai.
Tutti tornando a casa la sera potevano gratuitamente
gettare uno sguardo - e quindi un pensiero - sull’infinito.
Soltanto negli ultimi 50 anni - un battito di ciglia della nostra storia -
abbiamo perso gran parte di questa possibilità.
Ridurre le luci e spegnerle ogni tanto non vuol solo dire risparmiare energia,
già di per sé importantissimo, ma anche recuperare almeno per un poco
il mistero e la magia di uno spettacolo antico e affascinante per tutti noi.

Luca Giunti

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2009 09:31