AAS –  Astronomical Association of Susa, Italy: since 1973 continously performes astronomical research,
publishes Susa Valley (Turin area) local ephemerides and organizes star parties and public conferences.
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Le stelle... Una vita PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Marzo 2009 13:48

Mi ricordo bambino, incantato la sera a vedere quei punti luminosi che spiccavano sul nero del cielo. Non c’erano luci esterne (non vivevo in città) e la volta celeste era tutta un luccichio, in cui spiccava la fascia bianca della Via Lattea, da una parte all’altra della valle.


Nell’estate, le corse tenendo con le mani un legno che nell’immaginazione era il volante di Nuvolari o di Varzi, o le movimentate partite a guardie e ladri, erano più eccitanti sotto la debole luce delle stelle, che rendeva misteriosi i luoghi che di giorno erano così chiari e ben conosciuti. Poi gli anni di collegio, con il grande cortile in cui dopo cena si camminava in su e in giù con i compagni più amici, cercando di scoprire per primi la stella polare e qualche costellazione più facile da riconoscere. Era il tempo dell’oscuramento, a causa della guerra, ed il cielo era là, nitido e vivo.
Poi, soldato, le sere di guardia alla polveriera e le sere di luna, in cui “tutto si vede e nulla si distingue”, come ci diceva l’ufficiale di ispezione, e, nella guerra di montagna, le lunghe ore dei turni di guardia, per vegliare sul sonno dei compagni addormentati nelle baite, per non essere colti di sorpresa in qualche inatteso “rastrellamento”. Che cieli meravigliosi, specie nelle notti invernali! La volta celeste era viva, sembrava palpitare, mentre il cuore si riempiva di nostalgia per le persone amate, così lontane…
Oggi, con tutte le luci che ci circondano, è difficile ritrovare quelle notti stellate, solcate, a intervalli, da una rapida scia luminosa lasciata da qualche “stella cadente”. Ed era interessante notare che tutte quelle costellazioni si spostavano lentamente, attorno all’unico punto fisso, la stella polare.
E’ giusto far conoscere il cielo stellato ai giovani, trovando le occasioni e le località adatte per far sentire l’emozione dell’infinito che ci circonda, per avere almeno una pallida idea dell’immensità dello spazio e del tempo e della piccolezza della nostra Terra, minuscolo granellino di polvere in un universo in continua espansione, con un numero incalcolabile di galassie che a loro volta si misurano in miliardi di anni luce.
Sembra incredibile, ma è vero, che qualcuna di quelle stelle, che noi vediamo, sia in realtà spenta da milioni di anni, e la sua luce stia ancora correndo verso di noi a trecentomila chilometrial secondo, dandoci l’impressione che la stella continui a vivere per chissà quanto tempo ancora. Quanto ci resta da scoprire!
Coraggio, amici: un grande libro è aperto per noi. Leggiamolo. Saremo forse meno superbi intellettualmente e più umili nel riconoscere il mistero che ci circonda. Certamente saremo più ricchi nella nostra mente e, speriamo, anche nel nostro cuore.
 

 

Angelo Ainardi

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2009 09:32